Societa' Siciliana per la Storia Patria

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LA STORIA

- La Fondazione 

         Nel 1863 un gruppo di studiosi siciliani si riunivano in casa dell'erudito palermitano Agostino Gallo in Assemblea di Storia Patria e pubblicavano un volume di Atti e documenti inediti e rari. A questa assemblea, nel 1864,  succedeva  la  Nuova Società per la Storia di Sicilia di cui fu presidente Emerico Amari, anch'essa però di breve durata, finchè, nel 1873, per iniziativa di Raffaele Starrabba e di Isidoro Carini, con la collaborazione dell'arabista Salvatore Cusa, a cura della Scuola di Paleografia annessa all'Archivio di Stato di Palermo, si iniziò la pubblicazione del periodico "Archivio Storico Siciliano" al quale collaborarono: Isidoro La Lumia, Gioacchino Di Marzo, Vincenzo Di Giovanni, Giuseppe De Spuches principe di Galati, Giuseppe Pitrè, Antonino Salinas, e altri valenti studiosi. Costoro, nell'aprile di quell'anno, erano stati convocati, nella sede del Comune, dal Sindaco della città Domenico Peranni, sollecitato dal Prefetto di Palermo del tempo in seguito a nota del Ministro della Pubblica Istruzione che invitava l'Amministrazione Comunale a costituire nella Capitale dell'Isola, su l'esempio delle più importanti città del Regno, una Società Siciliana per la Storia Patria. Per tanto si decideva di preparare uno statuto per detta Società destinata a promuovere lo studio della storia delle tradizioni siciliane, sotto tutti gli aspetti, e la pubblicazione di documenti ad esso inerenti.

            Approvato lo statuto, nel luglio del 1873, il 29 agosto successivo, riunitisi i componenti della Società nei locali della Biblioteca Comunale, eleggevano Presidente onorario Salvatore Vigo e Presidente effettivo il Peranni già ministro durante la Prodittatura Mordininel 1860. il 17 gennaio 1875 la Società nominava suo Presidente effettivo Francesco Paolo Perez ministro della Pubblica Istruzione e il Presidente onorario Michele Amari.

            Con deliberazione del 17 novembre dello stesso anno la Società affidava allo Starrabba l'incarico di iniziare la pubblicazione della serie dei Documenti per servire alla Storia di Sicilia.

            Attorno alla schiera eletta dei soci fondatori quali Isidoro La Lumia, storico, Giuseppe De Spuches, noto grecista, Raffaele Starrabba, paleografo, Francesco Maggiore Perni, studioso di statistica, Salvatore Cusa, arabista, Luigi Sampolo, giurista, P. Luigi Di Maggio, colto domenicano, facondo oratore, patriota e studioso, Gioacchino Di Marzo, bibliografo e storico dell'Arte, Antonino Salinas, archeologo e numismatico, Vito La Mantia, storico del diritto siculo, Giuseppe Pitrè, demopsicologo di rinomanza mondiale, Luigi Scalia, studioso, Pietro Sanfilippo, Ciantro della Cattedrale di Palermo, i cui nomi sono ancora vivi tra gli studiosi, si raggrupparono molti  ingegni siciliani tra i quali ricordiamo: G. A. Cesareo, Giuseppe Cosentino, Socrate Chiaramonte, Giuseppe Pipitone Federico, S. Salomone Marino, Francesco Guardione, G.B. Siragusa, G.M. Columba i quali alimentarono nella Società una rigogliosa vita intellettuale. In qualità di soci corrispondenti vennero poi aggiunti studiosi stranieri che collaborarono all'Archivio Storico quali Ottone Hartwig, Adolfo Holm ed altri.

            Dalla fondazione si sono succeduti alla presidenza:  il Fardella di Torrearsa, i sen.ri Duca della Verdura, Sindaco di Palermo nel 1860, Andrea Guarneri, Giuseppe Pitrè, il prof. Alfonso Sansone, il sen. Salvatore Di Marzo, C.A. Garufi,  il prof. Antonino De Stefano, il prof. Massimo Ganci e oggi il prof. Giovanni Puglisi; come al primo segretario generale prof. Luigi Di Maggio sono seguiti mons. Vincenzo Di Giovanni, vescovo di Eraclea, Luigi Lodi, Salvatore Romano, Salvatore Di Marzo, mons. Filippo Pottino,  la prof. Rosa Scaglione Guccione, l'avv. Giuseppe Palmeri e oggi il dott. Salvatore Savoia.

            Lo statuto sociale, formulato nel 1873 e in seguito aggiornato, al governo della Società destina un Consiglio Direttivo formato da un Presidente, due Vice Presidenti, un Segretario Generale, due Vice-Segretari Generali, dieci Consiglieri, un Tesoriere, un Ragioniere, un Bibliotecario, un Direttore del Museo del Risorgimento. In seguito sono stati aggregati due Consulenti legali.

L'attività  scientifica e culturale

        L'attività scientifica dell'Istituto, iniziata con intenso impegno, largamente apprezzato in Italia e fuori, è proseguita con ritmo incessante fino ad oggi. Con appassionate ricerche e pubblicazioni di documenti inediti, esistenti negli Archivi siciliani e in molti stranieri, si è potuta rifare  gran parte della storia di Sicilia dall'antichità ai tempi nostri sotto molteplici aspetti, politico, civile, artistico, e con indirizzi e criteri moderni, con rigore di metodo scientifico, valorizzandosi l'immenso patrimonio documentario dell'Isola. Si sono tenuti sempre vivi gli scambi di pubblicazioni italiane e straniere, le relazioni con Accademie storiche, Società e Deputazioni di Storia Patria della Penisola e d'oltralpi, con Enti dello Stato.

        La pubblicazione di una vasta collezione di "Documenti per servire alla Storia di Sicilia", divisa in quattro serie: Diplomatica, Fonti del diritto siculo, Epigrafia, Sritti vari, alla quale hanno collaborato gli studiosi più insigni, costituisce una fonte viva per una ricostruzione avvenuta della storia siciliana e testimonia l'attività scientifica dei Soci che hanno in tal modo partecipato attivamente alla formazione spirituale delle recenti generazioni.  Degno di particolare ricordo sono le vaste esplorazioni archivistiche compiute negli archivi di Spagna, per il carico della Società, da Isidoro Carini, dai fratelli Giuseppe e Francesco La Mantia, da Carlo Alberto Garufi, le quali hanno completato per ciò con la spagnola, la documentazione siciliana sul periodo del Vespro e successivo, sul regno di Vittorio Emanuele II in Sicilia dei suoi rapporti con la Spagna, sulla inquisizione. Ma lo strumento più significativo, anche al fine di divulgazione, è l'attività scientifica iniziatasi nel 1983 per opera principalmente di Raffaele Starrabba e di Isidoro Carini, con la serie dell'Archivio Storico Siciliano, organo della Società stessa, della quale rivela la vita mentre costituisce l'espressione della coscienza storica siciliana. Il materiale in esso contenuto, costituisce una miniera inesauribile di informazioni, di ricostruzioni, di notizie inedite a cui gli studiosi di storia siciliana possono copiosamente attingere. Il periodico che è annuale, fino al 1934 aveva raggiunto i 57 volumi dei quali i primi tre costituiscono la prima serie, i rimanenti la seconda serie, che si chiude con il 1934 anno in cui si apre per la Società una parentesi dolorosa. Infatti, nel 1935, il Ministro fascista della Pubblica Istruzione con suo decreto sopprimeva le Società di Storia Patria esistenti nel Regno, trasformandole in Regie Deputazioni i cui componenti dovevano essere di nomina ministeriale. Anche la nostra subì questa sorte e e il suo patrimoni fu incorporato, limitata ogni sua attività, cambiato il volto di questo Istituto che era stato per tanti decenni l'espressione più pura dell'anima e della cultura siciliana. Caduto il regime fascista, l'alto commissario per la Sicilia, istituito dal governo alleato,  con decreto del 18 ottobre 1943, sciogliendo la Regia Deputazione, creava l'Istituto di Storia Patria, affidandole l'amministrazione ad un commissario straordinario in persona di Antonino De Stefano. Dopo un breve periodo di intenso lavoro di ricostruzione, il commissario, riuniti i vecchi soci, proponeva la ricostituzione dell'antica Società, anche per scongiurare eventuali interferenze ministeriali nella vita interna di essa, e con parere concorde di tutti questa ritornava alla vita col ritmo della sua tradizionale attività, con la costituzionale sua autonomia, inquadrandosi nel suo vecchio statuto.

                      

 

 

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Aggiornato il: 29 giugno 2009